abuelagrillo

Stasera mia figlia mi ha chiesto un cartone che le avevo mostrato qualche anno fa. Sono rimasta sorpresa di come potesse ricordarlo… era molto piccola! Però ne sono contenta e in fondo, riflettendoci non mi stupisce che le sia rimasto impresso!

Ecco perché oggi vi parlerò di “Abuela Grillo”, un corto di animazione molto speciale della durata di circa dieci minuti. Forse già lo conoscerete, perché è particolarmente bello ed ha qualche anno… credo sia stato prodotto nel 2009. Vorrei però raccontarvi qualcosa di bello in proposito. Per esempio, da dove ne è stata presa l’ispirazione! E non solo…

abuela_grillo1Abuela Grillo (Nonna Grillo), il cartone animato, è un lavoro che, oltre ad essere piacevole, poetico e caratteristico, è anche portatore di messaggi importanti e di grande attualità. Prima di tutto però, come vi ho promesso, vi racconterò l’antica leggenda da cui trae ispirazione. Si tratta di un mito ayoreo. Gli ayoreo sono una popolazione del Chaco, regione geografica del Sud America divisa dal confine tra Bolivia e Paraguay (quindi comprendente Bolivia orientale e Paraguay sud-occidentale). Il mito di Nonna Grillo presso gli ayoreo è interessante.

Abuela Grillo è chiaramente una manifestazione del divino femminile, che estende il suo dominio su tutte le acque. La sua natura divina è resa evidente, se non bastasse l’immenso potere che le appartiene, anche dalle sue sembianze sovrumane e dal fatto che gli ayoreo la considerino ancora oggi come la loro primordiale ava. In realtà, essi hanno una meravigliosa attitudine a intessere con ciò che esiste in Natura una rete di discendenze mitiche. In loro non c’è separazione tra divino e terreno. Quindi c’è un grande rispetto nei confronti della Natura, rispetto che traspare dalle loro usanze e credenze! Ma tornando ad Abuela Grillo, Lei ha le sembianze di un grillo… il più grande Grillo! Matrona dell’acqua, è quindi portatrice di pioggia e dunque di vita. Facile immaginare quanto la sua figura abbia sempre rivestito un’importanza enorme data l’indispensabilità dell’elemento acqua per la vita stessa. Nonna Grillo. Così viene oggi affettuosamente chiamata dagli ayoreo, ma il suo vero nome è Direjná. Ovunque Lei vada, la pioggia cammina con Lei. Una volta, in un mitico tempo remoto, piovve tanto, ma così tanto da provocare terribili inondazioni… un diluvio che afflisse gravemente la popolazione. Gli ayoreo arrabbiati incolparono Direjná. Questa decise allora, con grande tristezza, di andar via.

abuela-grilloCosì li abbandonò. Camminando, si allontanò da loro, dalla loro terra e, mentre andava, sotto i suoi passi si formavano ruscelli, fiumi, stagni e laghi… che sono ancora lì, tutt’oggi, a testimoniare il suo passaggio. Da quel momento in poi, gli ayoreo drammaticamente conobbero l’arsura, la siccità, l’aridità dei campi. Caddero in disperazione e compresero solo allora il grave errore che avevano compiuto. Così, si misero alla ricerca di Direjná, la Matrona delle acque, portatrice di pioggia e quindi garante di vita. Per ritrovarla seguirono le tracce che Lei aveva lasciato allontanandosi. Ma la Grande Madre Grillo ormai si era trasferita nel cielo e aveva deciso di rimanere lì. Però, impietosita dalla sofferenza dei suoi figli, concesse loro di far cadere la pioggia dal cielo in cui si trova, ogni volta che qualcuno avesse raccontato la sua storia. Ancora oggi quindi tra gli ayoreo gli anziani, se sentono nell’aria il pericolo di siccità, raccontano la storia della loro Matrona dell’acqua, per scongiurarla di far cadere la pioggia.abuela grillo Direjná mito ayoreo matrona acqua dea

In questa antica leggenda è racchiuso un grande sapere: ogni cosa in Natura è così come è, non c’è bene e male assoluto e la Natura, la vita, Dea… si adopera per la preservazione della vita nel suo complesso. Non bisogna odiarne gli aspetti seppur talvolta incomprensibili, né desiderare di prendere il totale sopravvento su di Essa. Ma soprattutto, mai spezzare quell’armonia che solo la Natura può garantire sulla vita tutta!

abuela-grillo-nidawi.itQuesto affascinante mito ayoreo, si trasforma in una favola un po’ diversa, che viene raccontata poeticamente sotto la regia di Denis Chapon, un maestro francese dell’animazione , in un corto di assoluta attualità. Affronta infatti il tema della lotta dei popoli contro la mercificazione dell’acqua, bene che, essendo essenziale alla vita, deve rimanere di tutti! In particolare, nella versione del corto animato, Nonna Acqua è catturata e costretta a cantare in cattività per impadronirsi avidamente dell’acqua che da lei proviene… e poi persino il suo pianto è imbottigliato a scopo di lucro da personaggi forti e loschi in doppiopetto scuro che rappresentano la società Bechtel. Si tratta di una compagnia statunitense che nel 1999 ottenne (non è difficile immaginare con quali mezzi di persuasione) la gestione del servizio idrico a Cochabamba, la terza città della Bolivia. La Bechtel triplicò dunque il prezzo di questa risorsa essenziale e addirittura fece sì che venissero posti dei limiti persino alla raccolta dell’acqua piovana! Nell’aprile del 2000 centinaia di migliaia di persone scescero per le strade e nelle piazze a protestare contro il governo. Tutta la popolazione civile della città fu unita e compatta. Tutti i cittadini, legati dal comune sentimento e obiettivo, organizzarono una serie di proteste che riuscirono a paralizzare completamente la città: scuole, uffici, servizi, attività, strade, tutto. Il governo oppose la forza armata della polizia contro i protestanti. Alla polizia, in difesa degli interessi della multinazionale, fu ordinato di bloccare la protesta anche con la forza. Il risultato fu che purtroppo alcune persone morirono per il loro ideale e diverse altre furono ferite. Ma la rivolta della popolazione, forte dell’unione che fa la forza, continuò… e alla fine il popolo, numericamente schiacciante, vinse. Il governo fu costretto così a revocare la legge sulla privatizzazione dell’acqua e il contratto con la multinazionale Bechtel. Il servizio idrico fu reso di nuovo pubblico e l’avvenimento, rimasto nella storia come “La Guerra dell’Acqua di Cochabamba”, è oggi un simbolo di lotta del popolo per la difesa dei propri diritti offesi e soprattutto, è la prova tangibile di come, se il popolo si unisce davvero, è lui a detenere il potere! Se ci unissimo tutti insieme potremmo davvero cambiare le cose!

Vorrei aggiungere un’ultima riflessione su un particolare importante del corto animato. Bellissima e significativa l’immagine, verso la fine, del poliziotto che, consapevole di essere anche lui un membro del popolo, cammina per le strade insieme a tutti gli altri cittadini… si toglie l’elmetto, raccoglie l’acqua piovana e la porge a un altro cittadino accanto a lui. Un messaggio forte e chiaro che arriva ad ogni singolo poliziotto che può trovarsi nella posizione in cui gli si ordini di contrastare chi protesta contro le ingiustizie. Ogni poliziotto, ogni sottoposto delle forze dell’ordine, deve sempre tenere a mente che prima di tutto lui stesso è il popolo, lui stesso è chi gli ordinano di contrastare!! Voi delle forze dell’ordine siete il popolo esattamente come noi! Ogni volta che calpestano i nostri diritti, che distruggono il futuro dei nostri figli, lo stanno facendo anche a voi! Chi protesta lo fa anche per voi! Fermandolo o facendogli del male, fate del male a voi stessi.

Temi di grande rilevanza quindi quelli che questo corto di animazione tratta con bravura e grande poesia.

Fondamentale infine il contributo di Luzmila Carpio, una grande cantante boliviana. Ha una voce particolare, finemente penetrante e materna e la presta al personaggio Abuela Gillo, rendendo questo lavoro ancor più prezioso. Il suo canto è melodioso e caratteristica è anche la musica. La canzone è cantata in lingua quechua, lingua che ha dei suoni nuovi e molto evocativi per chi non è abituato ad ascotarla! L’insieme di questi elementi dona sensazioni molto belle.

Godetevi allora, se vi va, questo piccolo gioiello, frutto della collaborazione tra Bolivia e Danimarca, che nasce per difendere il principio del diritto di tutti all’acqua… e che però va oltre e ci comunica molto più di questo.

Clicca il video qui di seguito e buona visione:

 

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