Archivi del mese: luglio 2014

angelina_jolie_in_maleficent-wideOggi recensisco il film “Maleficent” di Robert Stromberg. Per la prima volta regista, ma l’abbiamo già conosciuto in “Avatar”, in “Alice in the Wonderland” di Tim Burton  e in “Il possente mago di Oz” come supervisore di effetti speciali e scenografie. Bè, si vede questo suo trascorso… direi io! Le incursioni nella magica brughiera popolata da creature incantevoli, fate, simpatici mostriciattoli dispettosi, silfidi, spettacolari alberi guardiani… sono belle ed emozionanti! Il momento del maleficio… terribile e affascinante! I voli, i brevi intensi momenti di battaglia e di combattimento, la magia, le trasformazioni, il drago, tutto fatto bene e con equilibrio. Insomma buoni la scenografia e gli effetti speciali, come c’era da aspettarsi. Il tutto calato in un atmosfera fantasy e dai toni  un pò dark… connubio perfetto a mio giudizio!

Maleficent-1Ma il pregio principale di questo film è la sceneggiatura che, cambiando totalmente la prospettiva dello spettatore, cerca in qualche modo di rimanere fedele ai punti cardine della fiaba che già conosciamo, compiendo però un’opera di svecchiamento totale che smantella concetti  vecchi e obsoleti. Operazione complessa dunque, ma ottimi i risultati! La sceneggiatura approda a sviluppi completamente nuovi, mantenendo però quei punti di riferimento importanti e rappresentativi, quali il ricevimento per il battesimo della piccola Aurora, il maleficio, le tre fatine che portano la neonata a vivere con loro nel bosco, la barriera di rovi, il drago, l’arcolaio, il sonno simile alla morte, la salvezza nel bacio di vero amore. Riesce  così a donare allo spettatore un clima di  familiarità, in un contesto coraggiosamente rivisitato in chiave moderna e pedagogicamente corretta . Compito certamente difficile, ma molto ben riuscito in questo film! Il merito va a Linda Woolverton per una sceneggiatura rivoluzionaria ma, nonostante ciò, mai stridente. 08-maleficentUn applauso in particolare per la sapiente, innovativa e coraggiosa caratterizzazione del personaggio protagonista, Malefica, strega nell’accezione più corretta e aggiornata del termine. Se infatti, come è emerso in tempi moderni, strega è chi incute timore, perché ha un potere indomabile, qualcuno di cui non si riesce ad ottenerne il controllo e che destabilizza perché è un diverso, Malefica allora è  la strega per eccellenza! Nella sua lotta tra luce e oscurità la sceneggiatrice lascia spazio alla positività, agendo così una rivalutazione del genere femminile e uno scardinamento di concetti antiquati e ammuffiti! Stavolta non c’è l’eroe e semmai l’eroina è lei, Malefica, la fata della brughiera… la strega per chi la teme! Insomma, rivoluzionaria, coraggiosa, attuale e politicamente corretta, questa sceneggiatura merita un applauso!

L’interpretazione di Angiolina Jolie è notevole. Lei, come sempre, si cala totalmente e convincentemente nella sua parte e il personaggio le calza a pennello, in tutti i sensi, anche esteticamente. Il trucco poi è perfetto!  Fatto di impeccabili chiaroscuri che creano un viso più spigoloso e sovrannaturale. Gli occhi sono chiarissimi e penetranti, con riflessi magnetici di giada e di ambra e incutono un lieve smarrimento. Il trucco è ben studiato in modo da farla apparire surreale, un po’ inquietante, maestosa e ancora più affascinante! Molto belli anche i costumi, quello della protagonista in primis. Meravigliose le sue corna! Malefica è un essere che oscilla tra luce e oscurità (A. Jolie esprime con maestria questa sottile lotta interiore), ma che nel profondo racchiude un’essenza preziosa! Magnifica! Rappresenta in fondo la lotta di ognuno di noi nei meandri dell’esistenza.

malecifent-2

(Da qui in poi questa recensione, pur non contenendo veri e propri spoiler, può rendere prevedibile la visione del film… decidi tu se continuare la lettura).

Molto calzante al ruolo e particolarissima anche la Malefica bambina ben interpretata dall’adolescente Ella Purnell.

I personaggi sono caratterizzati a regola d’arte. Il principe Filippo, è qui un personaggio volutamente secondario. E’ un ragazzo dolce e gentile, dalla personalità poco incisiva, che non lascia il segno, figura assolutamente accessoria. Scelta opportunamente studiata, per determinare un netto cambio di direzione rispetto alla struttura delle favole vecchio stile, in cui al contrario al principe viene dato molto rilievo, in quanto eroe che salva la principessa.msf_malef_sct_stefan_v2

Il re Stefano si vede sin da prima che diventasse re, da bambino. Molto intrigante conoscere i retroscena, ciò che ha portato al compimento del maleficio e allo svolgimento di tutta la trama. Una volta adulto, re Stefano è interpretato magistralmente da Sharlto Copley.

La principessa Aurora, come da tradizione, è bionda e solare ed è interpretata da Elle Fanning.

Ma la protagonista indiscussa è lei, Malefica… come è giusto, visto che il film racconta la sua di storia e lo si deduce dal titolo! (Molto interessante anche questo guardare la favola da un’altra prospettiva!) Tutti gli altri personaggi della fiaba le girano quindi attorno e al massimo brillano di un po’ di luce riflessa. Tutti rivisti in una veste nuova! Qualche personaggio che c’era nella fiaba vecchia  non compare affatto, come il re Uberto, padre del principe Filippo che non trova ragione di avere un ruolo nella trama così revisionata rispetto alla fiaba come la conosciamo. La regina Leah, madre di Aurora, che già nella precedente trasposizione cinematografica della Disney aveva un ruolo secondario, qui si intravede appena… volutamente! Il perché lo spiegherò più avanti quando parlerò del valore materno.

Molto bella la figura del corvo Fosco, fedele e inseparabile amico di Malefica. Fosco qui prende anche, tra le altre forme, quella umana…  gli viene dunque data più importanza rispetto alla versione in cui resta sempre un uccello. Questo a me è piaciuto molto!

maleficent-fairiesLe tre fatine sono raffigurate come creature buone, ma litigiose e dall’animo infantile, un po’ come nella vecchia versione Disney, ma qui in maniera più accentuata. Sono imbranate e così sciocchine da infastidire talvolta, ma è una caratterizzazione che sta bene nel contesto e ben si adatta alla trama, quindi assolutamente appropriata. Come sappiamo dalla favola della bella addormentata, hanno il compito di fare da madri ad Aurora fino al compimento dei suoi 16 anni. E qui la cosa prende una svolta davvero interessante!

Bellissimi e “nutrienti” i messaggi che, per chi li sa leggere, questo film dona. Tanto per iniziare, parlerò del principale che attraversa e permea tutto il film. L’esperienza di Malefica ci mostra come quando il vivere ci imprime colpi troppo duri, ci trasforma, iniettando in noi sentimenti come la rabbia profonda e il disperato senso di impotenza su noi stessi e sulle nostre vite. Questo ci rende più cattivi, sconsiderati e, a volte, ci inquina la mente con il desiderio di vendetta. Eppure, c’è sempre qualcosa di meraviglioso in noi, come una perla che riluce nel profondo e quello è il nostro centro assoluto… e nessun trauma, nessun dolore può annientare del tutto questa nostra vera, meravigliosa, profonda essenza! Solo una cosa può forse avvelenarla al punto tale da non permetterle più di esprimere la sua bellezza: il lasciarsi divorare dalla paura! E questo lo vediamo in re Stefano! La paura quindi è il nemico numero uno, l’unica cosa che può distruggere questa perla in noi, portandoci alla follia assoluta, colma di rabbia e di  vendicatività… portandoci alla cecità. Allora non saremo più in grado di percepire il bello, di distinguere volta per volta dov’è il buono e dov’è il malefico, dov’è il pericolo e dov’è invece l’amore e la pace. E a quel punto non c’è più speranza!  Rimane la cieca follia che fa terra bruciata intorno a sé, quella che lascia spazio solo ad odio, vendetta e morte!

L’altro messaggio importante riguarda il valore materno e l’amore in generale. Ci insegna anzitutto che essere “madre” non è una faccenda biologica, ma è questione di amore vero, fatto di attenzioni e di cura che nasce dal desiderio interiore di dare del bene disinteressatamente… è per questo che la madre biologica di Aurora si intravede per un solo istante e senza neanche entrare in contatto con la piccola principessa.

Allo stesso tempo, il film ci mostra che il vero amore è  incondizionato ed è un sentimento che malgrado tutto si può fare strada, al di là della convenienza, del dolore, della rabbia, del contesto, al di là di ogni ragionamento razionale.

Infine, molto importante è il concetto di salvezza racchiuso nel film, salvezza che, come da tradizione, può arrivare solo dal vero amore. Qui però, la sceneggiatura spezza i cardini di ciò a cui ci hanno abituato le vecchie fiabe tradizionali, ascoltando le quali tutte siamo cresciute e delle quali il nostro inconscio si è nutrito.

_1395752947Tutte le bimbe hanno avuto negli anni un forte imprinting. Deleterio a dir poco!  Le tradizionali fiabe, molte, le più famose, conducono sempre allo stesso lieto fine. La protagonista trova riscatto dalle sue sofferenze, dai soprusi subiti o da un terribile destino in cui, suo malgrado, si è venuta a trovare, sempre allo stesso modo: con l’intervento del principe. Un uomo che la salva con il bacio di vero amore e un matrimonio magari… possibilmente reale! Non ci sono scappatoie, il finale delle fiabe in passato per essere lieto doveva corrispondere a questo.

Facile comprendere quali valori e convinzioni in tal modo vengono impressi nelle bambine. Per riscattarsi l’unico modo per una ragazza è trovare la salvezza al di fuori di sé, in un uomo. Per quanto riguarda la fanciulla nella fiaba, il suo valore è tutto  nell’apparire bella, appetibile per essere scelta dall’uomo di cui sopra. Delicata, il più delle volte brava nelle mansioni domestiche e comunque sempre remissiva e servizievole. Spesso ingenua, mai combattiva, intelligente, coraggiosa, autodeterminante nei confronti della propria vita. Lei si affida, è ubbidiente, “fa la brava” e alla fine  viene salvata dall’intervento maschile. Il femminile in tutto ciò ne usciva parecchio bastonato! Come non soffocare con questo genere di favole ad una bambina la consapevolezza del valore di sé al di là di ogni esteriorità… e come possono storie così darle fiducia in sé stessa e renderla cosciente che dentro di sé può trovare forza, bellezza e coraggio a cui attingere ogni volta che ne avrà occasione! Come possono queste storie aiutarla a divenire una donna che abbia fiducia e rispetto per sé stessa, consapevolezza del proprio potere, del valore della propria bellezza interiore e delle proprie potenzialità!

Bè, la tradizione delle favole vecchio stampo per fortuna è spezzata ormai! La salvezza non è necessariamente rappresentata dal principe di turno. Vista l’importanza che hanno sempre avuto e avranno le fiabe nel costruire il nostro inconscio, è bene che un nuovo filone sia iniziato in cui anche il genere femminile possa attingere qualcosa di positivo per sé! Ne abbiamo avuto esempi precedenti, in altri film di animazione come Mulan, Ribelle, Frozen… Con Malefica ancora una volta, questo avviene! Spero tanto che la rivisitazione del femminile nella fiaba in una chiave più positiva e costruttiva continui anche in futuro!

Infine, è un film adatto ad essere visto dai bambini? Io direi che dai cinque-sei anni in poi non ci sono problemi. Le scene di combattimento potrebbero impressionare un po’ i bimbi più sensibili, ma solo per la realisticità dei personaggi magici… gli effetti speciali, come vi ho detto, sono ben fatti! Però non c’è assolutamente sangue, scene cruente, perciò se non si sono impressionati con i vecchi film di animazione della Walt Disney, che contenevano scene abbastanza spaventose, come Biancaneve ad esempio, direi che possono vedere anche questo. Fermo restando che ogni genitore deve valutare le mie informazioni in base alla conoscenza accurata che ha del proprio bambino ovviamente.

Vi auguro una buona visione del film! 😉

 

maleficent-character-posters-slice